Con te dovrò combattere
non ti si può pigliare come sei
i tuoi difetti son talmente tanti
che nemmeno tu li sai.
Sei peggio di un bambino capriccioso
la vuoi sempre vinta tu,
sei l'uomo più egoista e prepotente
che abbia conosciuto mai.
Ma c'è di buono che al momento giusto
tu sai diventare un altro,
in un attimo tu
sei grande, grande, grande, le mie pene
non me le ricordo più.
Io vedo tutte quante le mie amiche
son tranquille più di me,
non devono discutere ogni cosa
come tu fai fare a me,
ricevono regali e rose rosse
per il loro compleanno
dicon sempre di sì
non hanno mai problemi e son convinte
che la vita è tutta lì.
Invece no, invece no
la vita è quella che tu dai a me,
in guerra tutti i giorni sono viva
sono come piace a te.
Ti odio poi ti amo poi ti amo, poi ti odio, poi ti amo,
non lasciarmi mai più
sei grande, grande, grande
come te sei grande solamente tu.
ti odio poi ti amo poi ti amo , poi ti odio poi ti amo
non lasciarmi mai più
sei grande, grande, grande
come te sei grande solamente tu.
Canta Mina (e scusate se è poco)
Ah, bah, e chi ci crede? Non ci riesce l'amore, ad addomesticarmi, va meglio col risentimento e con il sospetto, quelli sì che creano "comportamenti indotti", come li definisci tu. Stare in mezzo a tutte queste "cattive vibrazioni"ti illudi che ti fortifichi la pelle, ma la pelle ha bisogno sempre del suo riconoscimento. "E' normale avere paura, normale avere delle indecisioni, normale trovare delle resistenze - dici tu - è normale: siamo innamorati". Ma perché mi pare incredibile tutta 'sta normalità?
It's another good vibration
red hot chili peppers

un consiglio:
non deprezzatevi mai, se vi date un valore aggiunto gli altri finiranno col crederci, ma se siete voi i primi a svalutarvi..., credetemi, nessuno si prenderà il disturbo di rivalutarvi, e sarà la fine.
purtroppo funziona così, fumo negli occhi? ma no, semplicemente non permettere a terzi il lusso di fare sconti sulla vostra persona.
Te lo chiedo, visto che ho comprato un biglietto con la copertina blu e verrò in volo da te.
"Ma tu, sei più forte di me?". Mi rispondi, per telefono: "a quale gioco?".
Ok, mi dici, sono le due di notte, ok, me ne vado. Questa non è la tua città e io non sono più la tua fidanzata. Ok, mi chiamo un taxi. E arriva Svezia 7. Arriva e tu te ne vai sbattendo porta e portone e svegliando i vicini, che qua si deve dormire e voi che fate, domani mattina non lavorate? Sfaccendati!. No, non lavoriamo, come dici tu? "è questo il mio lavoro, adesso? Litigare con te?". Scorazzi per la città con Svezia 7 e dopo due ore torni. Svezia 7 se ne va senza di te e tu bussi educatamente."Ho visto il lungomare", mi confidi. Decidiamo che siamo di nuovo fidanzati e puoi dormire nel mio letto. Decidiamo che puoi metterti il piagiama, ad avercelo, il pigiama, oh, oh! così come la valigia, l'hai lasciata su Svezia 7! Svezia 7 torna, ormai ti conosce, ti riporta i bagagli. Dici, "non mi posso mai rilassare in questa casa". Ora tu ti scordi le valigie e sarebbe colpa mia? Tu ripeti, "mi chiamo un taxi!" E arriva Svezia 7, che ormai l'indirizzo lo sa, e dal citofono il tassista mi fa "ma se lo tenesse a casa, sono le quattro di notte, è un bravo ragazzo..."

Non credo vedrò mai niente di quello che fai, tanto tu non hai mai letto niente di mio e siamo pari. Sono di nuovo trasparente e adesso non so con chi prendermela, vomito cibo e rancore componendo sms che mi guarderò bene dal spedire. Vorrei che qualcuno mi lavasse il cervello, durante questa notte insonne, mettendolo a mollo come si fa con certa verdura perché perda l’amaro, e magari lucidandolo per bene perché torni a brillare. Ma, mi chiedo, le parole “assoluzione” e “assoluto” hanno la stessa la radice? Mentre cerco un vocabolario sento testa e cuore perdere colpi all’unisono . La parte di me esitante, timida e insicura, chiede scusa di continuo per essere nata così: esitante, timida e insicura. La tengo nascosta forse perché mi fa un po’ senso e intanto perfeziono l’arte della fuga dalla realtà: passo la vita da sola davanti a diplay o a schermi colorati. Cambio sfondo ma non sostanza. Niente mi appartiene, ma questo non basta ad evitarmi il dolore della distanza e dell'abbandono. A preservarmi dalla stanchezza di fare la buona, brava e bella, o addirittura la coraggiosa, la decisa, quella in gamba. Sono stanca di farmi aspettare. Tenetevi pure il privilegio dell’ultima parola: non m’interessa più.
Ho fatto appena in tempo,
pensa, un altro po' e sarei riuscita
a volerti bene,
tu invece sei uno di quelli che s'incattiviscono
e ostentano indifferenza, davanti a un silenzio.
Ma di quante attenzioni hai bisogno,
e perché diavolo dovresti meritarne più di me?
Su quali basi?
Eppure avrei dovuto ancorarmi meglio, non credi?,
per reggere il peso di entrambi.
Perché lo fai?
ti sei sentito messo da parte,
dici tu,
mentre collezioni abbandoni
e ti fai bello del tuo dolore,
ma raccontati la verità; almeno,
scruta i cocci: frammisti,
suddivisi in due porzioni uguali,
perché da parte, a guardare,
ti ci eri messo da solo.

rosso
giallo
blu
viola
verde
marrone
bianco
lillà
nero
Vedete com'è difficile coordinare il cervello? in casi di schizofrenia incurabile lasciatevi andare e camuffatela di... "fantasia", di solito funziona.
vi aggiorno: la tenda si farà
ROSSA !
Blues song (II)
A muso duro te lo dico,
questa tua gelosia,
questo controllare,
valutare il grado di competizione,
è l’ennesimo espediente per fuggire da me,
diffidenza finalizzata a scovare indizi
utili solo a confermare
il tuo dis-investire emotivo.
A muso duro, ti confesso,
che questa tua paura dei sentimenti,
quest’angoscia di un abbandono
infinitamente perpetrata,
non mi fa più tenerezza,
né me ne sento responsabile,
so cosa accade,
in quella tua testa,
mentre battezzi, con nomi diversi,
la tua incapacità di volermi bene.

Tu ti meriti un miracolo. Le attenzioni che mi dai non mi sembrano più dovute, mi appaiono per quello che sono: un assurdo miracolo, appunto. Senza obblighi o richieste. Roba che succede una volta su un milione. Non darlo per scontato: siamo ospiti nella vita affettiva di chiunque altro. Tu dirai: ma se mi spalancano le porte! E io dirò: proprio per questo bussa e chiedi permesso. Perché bisogna meritarselo, un vero miracolo.
Ok, è mia sorella, ok, sono di parte.
Forse non avrei dovuto farlo: è una confidenza. Le confidenze non si tradiscono. Lei è la piccola di casa, e lo resterà sempre anche se ha quasi trent'anni. Questa canzone l'ha scritta lei.
Si chiama, appunto, Le tue confidenze.
