Con te dovrò combattere
non ti si può pigliare come sei
i tuoi difetti son talmente tanti
che nemmeno tu li sai.
Sei peggio di un bambino capriccioso
la vuoi sempre vinta tu,
sei l'uomo più egoista e prepotente
che abbia conosciuto mai.
Ma c'è di buono che al momento giusto
tu sai diventare un altro,
in un attimo tu
sei grande, grande, grande, le mie pene
non me le ricordo più.
Io vedo tutte quante le mie amiche
son tranquille più di me,
non devono discutere ogni cosa
come tu fai fare a me,
ricevono regali e rose rosse
per il loro compleanno
dicon sempre di sì
non hanno mai problemi e son convinte
che la vita è tutta lì.
Invece no, invece no
la vita è quella che tu dai a me,
in guerra tutti i giorni sono viva
sono come piace a te.
Ti odio poi ti amo poi ti amo, poi ti odio, poi ti amo,
non lasciarmi mai più
sei grande, grande, grande
come te sei grande solamente tu.
ti odio poi ti amo poi ti amo , poi ti odio poi ti amo
non lasciarmi mai più
sei grande, grande, grande
come te sei grande solamente tu.
Canta Mina (e scusate se è poco)
Ah, bah, e chi ci crede? Non ci riesce l'amore, ad addomesticarmi, va meglio col risentimento e con il sospetto, quelli sì che creano "comportamenti indotti", come li definisci tu. Stare in mezzo a tutte queste "cattive vibrazioni"ti illudi che ti fortifichi la pelle, ma la pelle ha bisogno sempre del suo riconoscimento. "E' normale avere paura, normale avere delle indecisioni, normale trovare delle resistenze - dici tu - è normale: siamo innamorati". Ma perché mi pare incredibile tutta 'sta normalità?
It's another good vibration
red hot chili peppers

Sono di nuovo qui ed è ancora un inizio.
Nessuno lo aveva programmato. Perché gli inizi non li decidi con una data.
L'inizio è cominciato prima dell'uno gennaio.
Allo scoccare della mezzanotte sono rimasta la stessa, con tutte le mie indecisioni e un bicchiere d'acqua con cui non puoi brindare "che sennò porta male".
L'inizio era già arrivato dal mare. L'inizio, forse, c'è sempre stato.

Te lo chiedo, visto che ho comprato un biglietto con la copertina blu e verrò in volo da te.
"Ma tu, sei più forte di me?". Mi rispondi, per telefono: "a quale gioco?".
Ok, mi dici, sono le due di notte, ok, me ne vado. Questa non è la tua città e io non sono più la tua fidanzata. Ok, mi chiamo un taxi. E arriva Svezia 7. Arriva e tu te ne vai sbattendo porta e portone e svegliando i vicini, che qua si deve dormire e voi che fate, domani mattina non lavorate? Sfaccendati!. No, non lavoriamo, come dici tu? "è questo il mio lavoro, adesso? Litigare con te?". Scorazzi per la città con Svezia 7 e dopo due ore torni. Svezia 7 se ne va senza di te e tu bussi educatamente."Ho visto il lungomare", mi confidi. Decidiamo che siamo di nuovo fidanzati e puoi dormire nel mio letto. Decidiamo che puoi metterti il piagiama, ad avercelo, il pigiama, oh, oh! così come la valigia, l'hai lasciata su Svezia 7! Svezia 7 torna, ormai ti conosce, ti riporta i bagagli. Dici, "non mi posso mai rilassare in questa casa". Ora tu ti scordi le valigie e sarebbe colpa mia? Tu ripeti, "mi chiamo un taxi!" E arriva Svezia 7, che ormai l'indirizzo lo sa, e dal citofono il tassista mi fa "ma se lo tenesse a casa, sono le quattro di notte, è un bravo ragazzo..."


E mi do da fare,
tento di convincere chiunque,
metto in fila parole,
con la grazia severa
di cazzute ballerine,
in cerca di un buon ingaggio.
h 17:00, l'ora del thé.
Le presidente qui riunite deliberano 2gg di silenzio stampa per punire i loro lettori, così stitici nei commenti, che non hanno capito di avere a che fare con le
MEGLIO
del web
Lista delle cose da fare:
1) Mettere in conto il fallimento. Non puoi detrarlo dalle tasse, ma puoi fregartene.
2) Comprare un paio di anfibi per affrontare l'inverno. Pestano duro, tengono caldo e lavorano sodo.
3) Decidersi in fretta. O quantomeno decidersi e basta (a fare qualsiasi cosa, pure cambiare colore di rossetto)
4) Considerare che solo i virus vivono in eterno (l'hai sentito dire al doctor House).
5) Smettere di aver paura.
"Ad aver paura si muore lo stesso e si fa brutta figura". Pietro Angelini Nuova California, ed. Stampa alternativa.
Guardo la rubrica "Fatti e rifatti" di Striscia con un misto di superiorità ed invidia.
Mi spiego meglio:
- invidia, nel constatare che c'è chi affida la propria voglia di migliorare all'idea che una IV misura possa farci sentire meglio che continuare a vivere intorno alla nostra II scarsa...
- superiorità perchè il fatto che la mia mente inizi voli pindarici riguardo questo argomento mi illude di possedere un'intelligenza "superiore", appunto.
Quali i percorsi mentali provo a descriverli:
allora, immediatamente penso che il vero lifting a cui vorrei sottopormi sarebbe qualcosa che riguardi la mia età. I miei 45 anni dichiarati suscitano spesso ammirazione, dicono io non li dimostri, ma non è un vezzo quando assicuro di sentirmeli tutti addosso, se non di più. E ricordo gli ideali, gli entusiasmi della mia adolescenza, li riconosco in mio figlio, che mi riprende severamente quando mostro cinismo di fronte a determinate situazioni.
Mi sento vecchia e reazionaria ma provo un profondo senso di ingiustizia se la prepotenza rimane impunita, ed è mio malgrado che mi ritrovo a pensare che, stando così le cose, le pene corporali per i cafoni prepotenti rimangano l'unica soluzione!
Ecco, è a quella perduta verginità dell'anima che vorrei rifare il lifting.
Oggi una suora missionaria dallo sguardo indescrivibile mi ha stretto la mano con un sorriso che avrei voluto tenere con me: "Una Santa Giornata", mi ha augurato, così, senza enfasi, senza retorica, con semplicità e profpndo amore per il genere umano:
mi chiedo ancora se fosse un'illusa o una privilegiata, ma forse quel sorriso era il primo taglio del bisturi per il mio lifting.
“Disegnavi bene - mi dice un mio ex compagno incontrato per caso –. Eri brava”, ricorda. Non me lo hai mai detto. Gli chiedo “perché?”.
“Non lo sapevi?” Non ne avevo la minima idea. Quanto mi sarebbe stato utile sentirmelo dire. Ero così insicura.
“Come stavi bene l’anno scorso, con quei capelli così!” Mi dice mia sorella. Perché me l’hai omesso? Le domanderei. Avevo un taglio di capelli di cui vantarmi e nemmeno lo sapevo. Poteva migliorami l’umore! Criminale!
Nessuno dice mai niente quando sarebbe importante saperlo.
Quante cose non ho detto, io per prima: criminale!
Facciamolo adesso; stacchiamoci dal pc e diciamo qualcosa che non abbiamo mai detto. E che stavolta sia una bella osservazione, fatta a qualcuno che può averne bisogno. Frasi tipo: “ehi mamma!, grazie per le pappine e i pannolini cambiati…sì, ho qualche trauma, come tutti, irrisolto, ma sei stata brava a tirarmi su, sei stata generosa”.
Ché nessuno dice mai niente quando sarebbe utile dirlo. Niente di fondamentale. Criminalmente. Mai, proprio mai.
Mi astengo dal pubblicare in questi giorni in quanto affetta, sempre più spesso, da profonda quanto inguaribile, anzi, crescente rabbia verso questo mondo ricoperto da un manto di ipocrisia e buone maniere che ne limitano il miglioramento: finchè non diremo fuori dai denti ciò che pensiamo di lui/lei a chi ci sta di fronte, ma ci preoccuperemo di compiacerli con salamelecchi e frasi di circostanza quelli si sentiranno autorizzati a perseverare nel loro comportamento, fingendo con sè stessi di essere convinti della loro buonafede.
Ecco, mi ero ripromessa di non postare se non quando il concetto da esprimere fosse stato meno astratto, nonchè meno rabbioso, purtroppo disegnare graficamente questo mio malessere è un vezzo che , da sempre, mi aiuta a ridimensionarlo, pertanto vi prego di attribuire a questo sfogo un puro fine egoistico.
Spero di tornare presto meno incattivita verso tutto ciò che è brutto, falso, ipocrita, ed essere a mia volta meno esigente, più falsa, più ipocrita... pardon più "educata"!

Tu ti meriti un miracolo. Le attenzioni che mi dai non mi sembrano più dovute, mi appaiono per quello che sono: un assurdo miracolo, appunto. Senza obblighi o richieste. Roba che succede una volta su un milione. Non darlo per scontato: siamo ospiti nella vita affettiva di chiunque altro. Tu dirai: ma se mi spalancano le porte! E io dirò: proprio per questo bussa e chiedi permesso. Perché bisogna meritarselo, un vero miracolo.
È giusto che il mondo ci spezzi. Perché insieme potevamo essere magnifici. Tutta forza e pazza competizione. Mamma mia che belli che saremmo stati. Pure i sassi ci avrebbero invidiato. Chiunque si sarebbe voltato a guardarci. E alla lunga l'avremmo avuta vinta. Ma non abbiamo retto. Ed è giusto così: che il mondo ci spezzi.
