A 40 una donna, se si è impegnata un pochino nel passato, ci arriva dignitosamente e con fare consolatorio si dice: dai, ci arrivassero tutte così!
Poi ci sono i commenti delle donne più giovani che si complimentano con te e ti dicono: Ma non li dimostri affatto. E tu mostri una sicura aria compiaciuta, ma dentro di te pensi "io non li dimostro, ma beata te che non ce li hai!"
E a un certo punto l'anno velocemente trascorre e ti accorgi che i 40 non saranno più da soli, ma accompagnati da..1, ..2, ..3; ed è lì che ti prende il panico, entri in crisi, non sai da che parte cominciare, vestiti nuovi, cremine, palestra, nuove attività.
E con questo spirito, avevo convinto un'amica storica ( molto perplessa ) che andare a correre almeno una mattina a settimana sulla spiaggia della mitica Mondello a piedi nudi, potesse essere una botta di adrenalina super.
E la mattina della corsetta arriva, la quarantenne dopo aver preparato il pargolo per la scuola, si trova pronta, in perfetto abbigliamento ginnico, accende il cellulare e sente arrivare un messaggino: il figlio dell'amica ha la cefalea, tutto salta.
A quel punto per brevi minuti decisi di andare da sola, ma mi ritrovai frustratamente al mercatino del mercoledì a comprare cazzate per consolazione.
Allargo l'invito a tutti i volenterosi o chi mosso a pietà, vorrà unirsi una mattina a settimana per una corsetta a piedi nudi sulla battigia.
zia Sally
Teseo o Arianna?
E che dire del bello, giovine, forte e coraggioso Teseo che spinto da grande pietà ed altruismo partì per Creta con 7 giovinette e 7 giovinetti per sottrarli al crudele destino che li attendeva nel labirinto dove il Minotauro li avrebbe divorati?...Sarebbe forse riuscito nella sua ardua impresa senza l'aiuto della bella e astuta Arianna che, innamoratasi di lui a prima vista, gli fornì un pugnale avvelenato e un gomitolo di filo per ritrovare la via del ritorno e potere uscire dal labirinto?
Ma lui, una volta uscito vincitore dal labirinto , salpa verso Atene con tutti i giovinetti, portando con sè Arianna, sempre più innamorata di lui,
"Romantico" direte...'Sti cavoli, dico io. Sempre lui, il baldo giovine, decisa una sosta all'isola di Nasso, lascia che quella dolce creatura di Arianna riposi e si assopisca sotto le fresche frasche. E talmente le era grato per l'aiuto ricevuto che decide di non svegliarla e di abbandonarla in quell'isola che credeva deserta, continuando senza di lei il ritorno ad Atene. Ma mica per niente? Avrebbe mai potuto disturbare il sonno di una così dolce creatura?
Morale: mai fidarsi dei colpi di fulmine!
E voi, siete stati almeno una volta nella vita dei "Tesei"? o piuttosto qualche volta un'Arianna?
zia Sally
Con te dovrò combattere
non ti si può pigliare come sei
i tuoi difetti son talmente tanti
che nemmeno tu li sai.
Sei peggio di un bambino capriccioso
la vuoi sempre vinta tu,
sei l'uomo più egoista e prepotente
che abbia conosciuto mai.
Ma c'è di buono che al momento giusto
tu sai diventare un altro,
in un attimo tu
sei grande, grande, grande, le mie pene
non me le ricordo più.
Io vedo tutte quante le mie amiche
son tranquille più di me,
non devono discutere ogni cosa
come tu fai fare a me,
ricevono regali e rose rosse
per il loro compleanno
dicon sempre di sì
non hanno mai problemi e son convinte
che la vita è tutta lì.
Invece no, invece no
la vita è quella che tu dai a me,
in guerra tutti i giorni sono viva
sono come piace a te.
Ti odio poi ti amo poi ti amo, poi ti odio, poi ti amo,
non lasciarmi mai più
sei grande, grande, grande
come te sei grande solamente tu.
ti odio poi ti amo poi ti amo , poi ti odio poi ti amo
non lasciarmi mai più
sei grande, grande, grande
come te sei grande solamente tu.
Canta Mina (e scusate se è poco)
Leggo da Carvelli (www.carvelli.it) e immediatamente copio e incollo. Perché adoro Vinicio e qualche volta lo dimentico...
Ovunque proteggi (Vinicio Capossela)
Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...
Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...
E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.
E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
se il meglio è già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.
I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.
E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.
Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.
Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.
Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.
In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.
Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.
Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.
Come preannunciato in uno dei miei ultimi interventi...
ARRRIVA LA SORPRESA
è ancora presto per parlare di uova ma noi anticipiamo tutto.
Trattasi della nostra "terza sorella", Zia Sally, come e peggio di noi.
Aspetta e vedrai, mi dico, come se fossi rimasta al buio per troppo tempo e fuori fosse ancora notte, aspetta e vedrai. Da qualche parte arriva, un'alba, la sorpresa, il vento, la delusione cocente come la gioia improvvisa. Piove forse, domani. Oggi no, oggi prendo il motorino. Un tuo sms mi distrae, mentre decido di staccare un altro biglietto per volare ancora. "Vorrei - ti dico - voglio superare d'un balzo incomprensioni, fraintendimenti, paure e arrivare da te". Sono leggera quando torno a casa dopo l'allenamento trascinandomi dietro la borsa della palestra che mi hai lasciato tu. Cerco segni nella buca delle lettere. Piano piano dimentico, o meglio: lascio tutto dov'è a diventare ricordo.
Il vero difetto della vita è quello di essere bellissima.
ma che ci siamo messi in testa, noi due, oltre alla fascia che regge i capelli?, che ci siamo messi in testa?, oltre alla coppola sulle ventitre, che ci siamo messi in testa, oltre agli sms che ci mandiamo, alla clip che ferma il ciuffo, al fermaglio di lato, oltre alle ore di telefono tra Roma e Palermo, il copricapo con visera o senza, quello con le orecchie lunghe, oltre alle onde elettromagnetiche che arrostiscono i neuroni, che ci siamo messi in testa? Forse di essere felici?

Ah, bah, e chi ci crede? Non ci riesce l'amore, ad addomesticarmi, va meglio col risentimento e con il sospetto, quelli sì che creano "comportamenti indotti", come li definisci tu. Stare in mezzo a tutte queste "cattive vibrazioni"ti illudi che ti fortifichi la pelle, ma la pelle ha bisogno sempre del suo riconoscimento. "E' normale avere paura, normale avere delle indecisioni, normale trovare delle resistenze - dici tu - è normale: siamo innamorati". Ma perché mi pare incredibile tutta 'sta normalità?
It's another good vibration
red hot chili peppers

Sono di nuovo qui ed è ancora un inizio.
Nessuno lo aveva programmato. Perché gli inizi non li decidi con una data.
L'inizio è cominciato prima dell'uno gennaio.
Allo scoccare della mezzanotte sono rimasta la stessa, con tutte le mie indecisioni e un bicchiere d'acqua con cui non puoi brindare "che sennò porta male".
L'inizio era già arrivato dal mare. L'inizio, forse, c'è sempre stato.

Mi capita di spegnere il pc, accorgermi di aver dimenticato qualcosa, e riconnettermi allo stesso sito.
Mi capita di accedere più volte al 4916 della tim, solo per far scaricare completamente la batteria (all'alba dell'insorgere dei cellulari mi spiegarono fosse preferibile fare così perchè la carica della batteria durasse più a lungo, con l'avvento delle batterie al litio le cose cambiarono, poi mi persi di casa ma io, per sì e per no, ogni tanto lo faccio).
Mi capita di rileggere più volte la stessa pagina di un libro per rivivere un'atmosfera che mi è piaciuta o solo per riprendere le fila di un discorso.
Mi capita di sfogliare un giornale e tornare indietro più e più volte sullo stesso articolo letto dapprima distrattamente, perchè nel frattempo alla mia mente sono sorte delle curiosità da approfondire.
Mi capita..., e ogni volta provo un inspiegabile senso di disagio, come se un omino nascosto nel software del pc, dentro il tlf, tra le pagine del libro, tra le righe del giornale, se ne stia lì a ridersela: "guarda quant'è scema questa che ancora non l'ha capito!".
A voi capita?
Certe che il turbinìo di queste feste sbrilluccicanti (e quannu finiscinu, mai?) non ci permetterà di assicurarvi la nostra presenza costante nei prossimi giorni (anche perchè dubito che avrete dal canto vostro il tempo e la voglia di venire a sfruculiare le nostre mxxxiate quasi quotidiane) vi auguro di sopravvivere senza eccessivi danni morali e/o fisici a queste feste (che prima o poi, ve lo giuro, incredibile ma vero, finranno!) e vi prometto una sorpresa,
"alquadrato"
al rientro, quando ci racconteremo.
Buon Natale
e... non è detto che una puntatina non rieca a farla comunque,
bye bye
Anni '60, mi rivolgo a tutti/e coloro che ci sono nati/e: la ricordate la mitica "Enciclopedia della donna"?, era popolata da foto di sposine felici di volteggiare per casa spazzando il pavimento, il foulard a proteggere i capelli, un improponibile rossetto rosso fuoco davano la sensazione che occuparsi di ciò fosse la più gradita delle incombenze.
Sono ancora in analisi per aver avuto la disgrazia di averne una circolante per casa con la possibilità di sfogliarla. crebbi infatti con la incrollabile convinzione che stare a casa fosse davvero così divertente e, visto che mi capitò pure un lavoro che non mi piace (non ve lo dirò mai di che si tratta! scordatevelo!), continuo a vivere con questa sensazione di ingiustizia che mi grava addosso ogni qualvolta sento una casalinga lamentar noia.
La questione è facilmente spiegabile: posto che una casalinga di ceto medio si deve fare un mazzo così per far quadrare il bilancio con l'unico stipendio che entra in casa, e quindi difficilmente avrà a disposizione tempo e danaro (non hanno ancora inventato una forma di volontariato che le sollevi dalle fatiche fisiche, e le donne di servizio, oggi più che mai, costano!), passerà a sua volta i suoi anni invidiando, Lei medesima, noi lavoratrici TUTTE, indistintamente.
Queste mie righe si rivolgono dunque alle signorine di belle speranze che, già nei mitici '60 ricevevano consigli da Donna Letizia per trovar marito, nella già citata opera letteraria di alto livello culturale.
La considerazione mi sorse spontanea stamattina godendo il privilegio di passiare per la nostra via Libertà, proprio davanti le vetrine di L. Vuitton: l'ingresso era popolato di rampanti ometti in giacca e cravatta, dall'aria distinta e "affermata" (leggi: "benestante") alla'affannata ricerca del pacchetto natalizio per la loro moglie-fidanzata-amante-compagna-madre-figlia-sorella o vattelapesca che li affianca in questo periodo (temporaneo o permanente che sia, comunque natalizio) della loro vita.
Dunque, dicevo: a tutte le signorine di belle speranze suggerisco di bazzicare questo o altri luoghi di simil tenore spacciandosi per una signora dell'alta borghesia palermitana, ed interloquire, possibilmente col più giovane e belloccio dei presenti, approcciandolo... chessò, con la scusa di chiedere o elargire un suggerimento per l'acquisto in corso. Chissà, da cosa nasce cosa, si dice...
Ora che ci penso, una mia ex-amica (non posso rivelarvi il motivo per cui non lo è più: ma la feci arrabbiare molto, ricordo), quando abitammo insieme a Brescia per un periodo, proponeva sempre una puntatina nella ricca Milano (quando negli anni '80 aspirava al ruolo di capitale europea), con incursione al Monumentale, scegliere la tomba di un uomo dall'età compatibile alla nostra o giù di lì (non troppo anziano però, o avrebbe lasciato trapelare le nostre, cattive, intenzioni) e adocchiare un vedovo inconsolabile qualche tomba più in là da... consolare (per i non informati: il Monumentale non è un cimitero pì cuegghiè!), sicura che prima o poi avrebbe acchiappato.
Purtroppo da noi ai Rotoli difficilmente si troverà qualcosa del genere, insisto perciò nel consigliare luoghi più "da vivi".
Provate e ditemi se funziona, fatemi sapere.
vostra affezionatissima
Donna Letizia
tra amiche:
"Lui non c'è mai! Mi manca così tanto che a volte mi chiedo se esiste davvero, o se per caso non me lo sono inventato".
"A qulcosa bisognerà pur credere nella vita: tu credici per fede, come un dogma. Oppure consideralo un ectoplasma che ogni tanto si materializza: infondo è la formula migliore perchè rimanga perfetto e la sua immagine non si deteriori inflazionandosi."
un consiglio:
non deprezzatevi mai, se vi date un valore aggiunto gli altri finiranno col crederci, ma se siete voi i primi a svalutarvi..., credetemi, nessuno si prenderà il disturbo di rivalutarvi, e sarà la fine.
purtroppo funziona così, fumo negli occhi? ma no, semplicemente non permettere a terzi il lusso di fare sconti sulla vostra persona.
location: una sala da thè.
protagonisti e interpreti: due amiche ed un'avventizia al tavolo di fronte.
oggetto: gli uomini, off course!
una delle amiche dice all'altra: "Vedi quella? vorrei stare con un uomo come il suo."
"Perchè, lo conosci?"
"No, ma guarda che faccia soddisfatta ha!"
.........................................................................................................................