agenzia destini incrociati

Una donna da sola non basta a sedurre, lasciare, dimenticare, rimanere amica di un uomo chiamato "fidanzato"

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Nome: Zie Daniela e Teresa Niente cognome. Non abbiamo il coraggio di rivelarlo, voi l'avreste?

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venerdì, 31 agosto 2007

Signori, oggi si scrive

Un detto Zen dice “quando cammini, cammina, quando vivi, vivi, quando muori, muori”. Quando scrivi, non dimenticare: scrivi. Che aspetti?, riporta un po’ di giustizia su questa terra. Sarà un lavoro del caxxo ma se non ti sta bene: aria! Un altro scrittore senza coraggio prenderà il tuo posto e ce ne sono a pacchi, credimi. Il vero talento è distruggere le certezze altrui, perciò smettila di spacciarti per una persona migliore. Puoi pure scrivere un’operina leccata e intellettuale, ma non farà bene né a te né a chi ti legge. Lascerà tutto come l’ha trovato: un mondo senza senso. Scrivi secondo la tua morale e se non è la morale condivisa non è affar tuo. Vendica gli oppressi, mortifica i privi di talento, salvati la vita. Hai dentro ogni singola sensazione utile a descrivere l’immenso, basta solo cercarla. Sei meglio di Superman e dei fantastici quattro messi assieme: sei uno scrittore. Andasse in malora il mondo e quello che ti ha ferito, che è andato sprecato, comprese le disparità che ti massacrano le budella. Pareggia i conti, chiama in raccolta: venite qui! Fatevi avanti! Traumi infantili, attese, ansie, soldi mai incassati, sentimenti ricacciati, fiumi di cazzate a cui ti hanno costretto a credere. Parola su parola, come loro hanno pestato te, dai loro una bella pestata. Lasciati invadere dalla bellezza e dalla sconfitta, siediti e dà fuoco alle polveri: oggi si scrive.
 
 
Special thanks a Natalie Goldberg e chiacchierata telefonica con R.C.
 
postato da: presidenta alle ore 11:16 | link | commenti (3)
categorie: outing, vivendo, irragionevolmente

Chi sono io

Sono quello che ho fatto,
i guai che ho combinato,
le persone che ho incontrato,
i cinema che ho frequentato,
sono quello che ho letto,
sono quelli che ho amato,
quello che mangio,
che perdo,
che voglio,
che so,
sono quello di cui non sono capace.
postato da: presidenta alle ore 10:58 | link | commenti (1)
categorie: outing, vivendo

Se stamane sono qui

C’è un motivo per cui io sono qui ed è un motivo serio. La mia è una missione per conto di me stessa. Un’escalation sociale, un desiderio di rivalsa, qualcosa che mi divora, come la fame ma non è fame (è più qualcosa di dolce, diceva lo spot, Ambrogio!!) è orgoglio, ambizione. Faccio parte del paesaggio che ha disegnato il Principale. Sono stata messa da Lui a camminare per strade che non appartengono ai miei ricordi d’infanzia, affinché possa scrivere due righe, due sole, che possano far sollevare il capo a qualcuno che torna sempre stanco dal lavoro, che vorrebbe solo prendere una pasticca e dormire fin che si può.
Sono stata messa qui e ci sto bene, faccio pure la mia figura. E tutti mi dicono “porti il sole dentro”, che è una bella fatica, questo modo carino per dire che vengo dal Sud. Ed è pure un modo un pochino cretino, perché certe volte piove e tira vento, dentro, e davvero dimentico, per lunghi istanti, e mi chiedo, giusto per sincerarmi di saperlo, come se dovessi sostenere l’esame di Stato: “a cosa serve vivere?”. Chi scrive non sono io. Mi somiglia ma è un po’ più malinconica, racconta un sacco di storie perché vuol essere amata e compatita. Credetele, col beneficio del dubbio.
postato da: presidenta alle ore 10:56 | link | commenti
categorie: outing, vivendo
giovedì, 30 agosto 2007

Non lo faccio più

Ogni giorno ci sono migliaia di parole e di gesti che non diremo o non faremo più, li abbiamo perduti, morti e sepolti, nell'amore. Perché ogni incontro deluso ce li avrà tolti, ci avrà fatto giurare, "non lo farò ancora, per nessun altro al mondo".

Vivere non è solo un'esperienza a perdere, un cavarsi fuori dal letto ogni sacra mattina che ci ha disegnato il Principale. È anche non smarrire i gesti e le parole passate. Anzi, soprattutto.

"Dobbiamo volerci bene, perché è un mondo cattivo, senza pietà, che racchiude dentro di sé un cuore selvaggio" (D.Lynch)

 

postato da: presidenta alle ore 09:35 | link | commenti (4)
categorie: outing, vivendo
lunedì, 27 agosto 2007

Il tuo elemento

Delle volte basta cambiare elemento: la tartaruga, quando si muove in acqua, non è più particolarmente lenta.

postato da: presidenta alle ore 10:16 | link | commenti (6)
categorie: outing, vivendo
giovedì, 23 agosto 2007

Come salvarsi la vita

"Vuoi che ti dica qualcosa di veramente sovversivo? L'amore è tutto ciò che si è sempre detto che sia. Ecco perché la gente si dimostra così cinica nei suoi confronti...Vale veramente la pena di battersi per l'amore, diventare coiraggiosi e rischiare tutto ciò che abbiamo. E il guaio è che, se non rischi nulla, rischi ancora di più".

Erica Jong, tratto da Come salvarsi la vita

postato da: presidenta alle ore 10:21 | link | commenti (3)
categorie: outing, vivendo, irragionevolmente

Il contrario di eroe

Probabilmente il più grande simbolo di eroe nella cultura occidentale è il personaggio di Ercole appartenente sia alla mitologia romana che a quella greca (...) Però l'aspetto che è venuto meno nella nostra interpretazione moderna di questo eroe archetipo è che nel mito reale, Ercole era un individuo cupo e intollerante (...) hanno perso traccia di questo lato del suo carattere psicotico che fu causa della penitenza diventata celebre col nome de "le Dodici fatiche di Ercole". (...) Senza il suo bisogno di redenzione, le imprese e le fatiche di Ercole sembrano eccezionali e straordinarie piuttosto che apparire come costo dell'espiazione per la rovina causata alla sua vita.(...) Ciò significa che tante signore di mezza età che lottano per sollevarsi dalle ceneri di un matrimonio fallito, potrebbero essere considerate delle eroine (...) il potenziale di eroe esiste in ciascuno di noi, anche il potenziale di fallimento (...) In questo contesto poi, l'opposto di eroico non è codardo o spregevole, ma tragico. Perciò è fondamentale per gli sceneggiatori essere sempre coscienti che ciò che rende tragici i personaggi non è il risultato di quello che subiscono ma anche il risultato di quello che non fanno per se stessi.

Dara Marks, da L'Arco di trasformazione del personaggio - Come e perché cambia il protagonista di una grande storia.

postato da: presidenta alle ore 10:12 | link | commenti
categorie: outing, vivendo
martedì, 21 agosto 2007

Le cose cambiano

Ho cambiato il telefonino, la disposizione della casa. Ho comprato un nuovo specchio. Sto cambiando lavoro, ricevo strane telefonate di individui che vogliono scrivere sceneggiature di films insieme a me. I miei capelli si allungano. Fra poco sarà settembre. Toccherà sostituire il mese nel nuovo calendario da tavolo che ho comprato. Almeno qualcosa cambia.

postato da: presidenta alle ore 10:16 | link | commenti (5)
categorie: outing, vivendo, irragionevolmente
lunedì, 20 agosto 2007

Desolante, o forse no

Mi pare desolante pensare a una tipa che sul piano reale non sei mai stato capace di avvicinare umanamente. Ma chi sei, Giacomo Leopardi? Mai per me un’attenzione qualunque, tacciata per banalità, immolata in nome di chissà cosa, forse l’eternità. Ma Silvia (quella del Leopardi) che ne sai? Magari all’eternità avrebbe preferito un invito a prendersi un gelato, una carezza sui capelli. È desolante, non so come chiamarlo: una sorta di autismo emotivo, giusto?, un filo sottile che attraversa la vita di chi si esprime attraverso la sua arte e non sa dire o dare per altre vie. Mi pare desolante, o forse no. Forse è solo un modo come un altro per sopravvivere al quotidiano e a tutto il resto. Personalmente preferisco andare al mare a nuotare. Ciao Giacomo!

postato da: presidenta alle ore 11:50 | link | commenti (1)
categorie: tanto per dire, outing, vivendo, irragionevolmente
venerdì, 17 agosto 2007

Quel nome

Può cambiare il contesto, le stagioni, la tua età o il tuo vestito. Guardi il mare, leggi la tua agenda, segni un numero in rubrica. Ma quel nome, pronunciato per caso, letto, annunciato, chiamato, dato a un bambino che corre, strillato da una mamma in ansia, accordato a mille altri cognomi, ovunque, su un muro, magari in una targa, non può mancare di metterti in allarme. Perché è quel nome. E tu sola lo sai.

postato da: presidenta alle ore 12:38 | link | commenti (1)
categorie: tanto per dire, vivendo
venerdì, 10 agosto 2007

Ognuno risponda per sé

Nei rapporti a due ognuno risponda per sé. Non si sogni di dire, io lo amavo e lui pure, ognuno risponda per sé perché non può saperlo. Come dice Marlon Brando ad Anna Magnani in Pelle di serpente, "siamo condannati alla segregazione cellulare", il mio corpo è il mio limite. Io non posso capire, non posso sentire l'altro. Oltre l'empatia, per avvicinarmi a te posso solo cambiare pelle. Entrare nella tua. Mi toccherà fare una muta, come il serpente, appunto...

postato da: presidenta alle ore 10:42 | link | commenti (5)
categorie: outing, vivendo
giovedì, 09 agosto 2007

Un certo doloroso stupore

Mentre sono in sala d’aspetto faccio la conta: valuto quanti maschi e quante femmine ci stanno. Tolti bambini e anziani ci sono diciannove donne e tredici maschi. Due uomini sono decisamente in cima a un’ipotetica scala dell’indesiderabilità. Sono grassottelli, mollicci, con coloriti inespressivi e facce senza alcuna mobilità. Le donne si danno da fare, la metà di loro sono carine. Anche le signore in soprappeso, fatta eccezione di un paio scappate da casa con ciabatte e vestaglia, sono pulite e ordinate, i loro capelli conoscono parrucchieri, shampoo e balsami. Questo capisco, intanto che aspetto il mio turno al pronto soccorso. Che le donne fanno di tutto per farsi sopportare da maschi il più delle volte insopportabili anche alla vista. Amati in un modo incontrollato. Il più delle volte impegnati a rendersi distanti, addolorati, incomprensibili. Proteggiamo i maschi da loro stessi, e noi da loro, e qualche volta non riusciamo a fare entrambe le cose. Qualche volte non siamo capaci di dimostrarcelo a vicenda, il bene, e combiniamo casini inenarrabili. Il medico che incontro subito ha una faccia col naso schiacciato, una carnagione olivastra, occhi chiari dolci e attenti: una faccia con una sua bellezza. Ma non è lui che mi visita, passo subito a un collega, che mi fa immediatamente una pera di cortisone per bloccarmi la crisi d’asma allergica. Dopo pochi minuti esco nell’aria della piazzola, perfettamente sola come sono arrivata, con i polmoni un po’ più aperti e mi chiamo un taxi. Così come ho fatto all’andata. Il medico con la faccia decente esce, porta uno zainetto nero sulle spalle. Ha l’aria di un ragazzo qualsiasi. Lo vedo attraversare la strada, piegarsi per togliere la catena che blocca la ruota posteriore di quella che dev’essere la sua moto. Quando arriva il taxi a prendermi si gira a guardarmi con un certo doloroso stupore. 
postato da: presidenta alle ore 11:09 | link | commenti (5)
categorie: outing
mercoledì, 08 agosto 2007

Alla mia editor di rif.

Carissima,
ecco, sono una delle scrittrici che ti tormentano il sonno..scherzi a parte ho usato il mio, di sonno, tormentato, per buttare giù un romanzo, intero. Sono quattro capitoli. Te li allego. Ho fatto anche pezzi aggiuntivi. è la prima stesura, mi fa ancora male, malissimo, credo di aver fatto un buon lavoro. Mancano delle chiusure, degli episodi che facciano da tramite, ma mi pare di aver buttato giù l'ossatura. Alcune cose cominciano e non si capisce dove vanno a parare, ma ci tornerò, lì per lì parevano voler esistere. Ho fatto un po' di chiarezza. Mi sono spaccata qualche ossicino, ho mollato un paio di idee cazzone al quale mi ero aggrappata. Ho mollato un paio di certezze.  Il primo racconto pensavo di metterlo in prima persona, come il resto, e l'ho anche fatto in parte, leggilo. Dimmi se funziona.
Sappi che sarai nelle mie percentuali di vendita, vita natural durante, e nel mio cuore. Se questo può bastare.
Vado di nuovo a spaccarmi le ossa. Ci saranno refusi, un casino, perdonami, lo sai...
Baci tantissimi.
 
d.
postato da: presidenta alle ore 10:27 | link | commenti (2)
categorie: vivendo
venerdì, 03 agosto 2007

Prima di dimenticare

Affrettiamoci a fare le ultime telefonate, spedire gli ultimi sms, mandare gli ultimi segnali a quanti abbiamo creduto di voler bene, prima di imbatterci l’uno nell’altra. Facciamolo adesso, in questi giorni. Mettiamo in chiaro, non lasciamo nulla in sospeso, mentre ci apprestiamo, serenamente, a dimenticare tutto e tutti. Durerà, ci dicono, lo spazio di un inizio, perché:“le storie, quando cominciano, sono tutte così”, poi torneremo fra gli umani, a controllare la cena sul fuoco, scadenze, e-mail e telefonini. Ma intanto ci prepariamo, in questo brevissimo tempo, a cancellare, in un colpo, la sofferenza di quello che è stato. Nella mia vita, nella tua. Dicono che l’amore sia pura illusione, ma che importa?, noi, nel frattempo, dimenticheremo anche questo.
postato da: presidenta alle ore 09:59 | link | commenti (5)
categorie: outing, vivendo, irragionevolmente