"Pace?", mi scrivi per sms. Lo rileggo tutto il pomeriggio. Mi commuove la grazia leggera di due sillabe. "Pace?".
Mi chiedo dov'è la guerra. Se non nel mio cervello che si arrovella, senza posa. Mi chiedo se ti ho costretto, te come tutti gli altri, a non mostrar debolezze a sottoporti allo strazio di mantenerti all'altezza a cui sottopongo continuamente me stessa.
Mai un attimo di pace, mai un attimo di pace, mai.
Ho lasciato i tuoi due biglietti a guardarmi dal tavolo.
Non cancellerò il tuo sms, da tutti i telefoni del mondo.
E pace sia.

Stanotte ho sognato che camminavamo scalzi fino a una spiaggia deserta e pulita, e liberavamo tartarughe minuscole nel mare.


Passo le notti in chat. “Cosa fai durante il giorno?” Mi chiede JP, “ho cominciato a scrivere una sceneggiatura”. In realtà ci sto solo pensando. Ho buttato giù un paio di cose. Questo mondo non mi piace e ne scrivo un altro, su misura per me. “Se vuoi ti do un mano”, scrive JP. Sono così bendisposta verso questo JP che non ho nemmeno mai visto in faccia, mi fido così totalmente di lui. Quasi gli voglio bene, fino a quando qualcuno non entra nella mia sfera sentimentale, ecco, io lo posso pure amare. Poi no, poi è controllo, poi è terrore, misto a un’adorazione pura, come capitava con Dio a catechismo. Lui mi vede e mi sente, a distanza, sa tutto quello che faccio, sento il rumore del suo cervello che pensa, lui avverte il mio. Un suo gesto e io sono finita. Finita, “o è cominciata?”, l’hai detto tu, mettendoti le scarpe seduto sul bordo del mio letto. Forse non sbagliavi. In qual modo cominica. Come hai fatto a entrare così fino in fondo? Chi ti ha dato il permesso? Lascia le mie chiavi di casa sul tavolo, lasciale, lasciale. Sono lì, ma io continuo a vedertele in mano, continuo a scrutarti mentre le infili in tasca, mentre puoi entrare e uscire a tuo piacimento. Affidartele è stata pura follia.

Io me lo chiedo, ogni tanto, cosa voglio da te. Forse dirti cose terribili.

Adesso scrivi, fammi leggere di cosa sei capace.
E ora di portare un po' di giustizia in questo mondo. Di dare alla luce del talento, se c'è. Fammi vedere, sono proprio curiosa, ragazzino, di capire se hai un briciolo di generosità, se ti circola il sangue nelle vene, se hai coraggio, oltre a quello di piangerti adosso. Fatti sotto: che non mi fai paura.
Ogni volta, dentro,
qualcosa mi si sbriciola,
friabile, come una meringa.
Il mio corpo è grande, mi dico,
io sono adulta,
ma non abbastanza da proteggere la bambina che ero.
Che ancora, abita, dentro di me.

…Perché solo quando scopi riesci a vendicarti, anche se solo per un momento, di tutto ciò che non ami nella vita e di tutte le cose che nella vita ti hanno sconfitto. Solo allora sei più nettamente vivo e più nettamente te stesso (…) Il sesso è anche la vendetta sulla morte. Non dimenticartela la morte. Non dimenticarla mai. Sì, anche il sesso ha un potere limitato. So benissimo quanto è limitato. Ma dimmi, quale potere è più grande?...
Da L’animale morente, Philip Roth.

L'amore?
E' quella cosa che ti fa star bene come se fossi da sola con te stessa se lui c'è e che invece ti fa mancare l'aria se lui non c'é, che ti fa sentire a casa in ogni angolo di mondo se lui è accanto a te.
Lei guarda lui:"Cercavo proprio uno come te!", lui sorride, ricambia lo sguardo: "Io no... io cercavo te."
ciellettiterressesessantadueaccacinquantasette...
tvtb, cmq, xkè...
un delirio smagliante agita le nostre menti: pin- password-codicifiscali-comics ed ora ecco anche l'aggeggino per allenare il cervello di una bionda diva che, a dispetto dei luoghi comuni, deve averne a sacchi (anche se ce n'è voluto di tempo prima che si decidesse a lasciare quel nevrotico inespressivo di suo marito, ma forse stargli al fianco era comodo per riposarlo, quel cervello, nell'intimità dell'alcova), così riusciamo a mandare a memoria ancor più numeri, ancor più codici.
le aziende che ci stipendiano (e mi rivolgo a quei pochi privilegiati che conoscono uno stipendio ancorchè decoroso) ci bombardano di target da raggiungere, di informazioni per catturare l'interesse del povero cliente, di budget da sforare, vendendosi pure la nonna, fregandosene di fregare il pollo che ci crede.
io sto però aspettando l'unica formuletta che sono disposta a mandare a memoria: quella che svilupperà la fantasia, questa meravigliosa cosa che stiamo tradendo in massa: il sogno, il gioco.
Ai Bambini (...pochi, ahimè!) che mi circondano vorrei regalare solo giocattoli di legno, belli, colorati, da distruggere, da doverci stare attenti sennò fanno male perchè non sono a norma cee, ai più grandicelli libri di fiabe e filastrocche e... ai loro genitori del tempo: tanto tempo per gattonare con loro sul tappeto del soggiorno.
Dove sei? Cosa fai? Con chi sei adesso?
Mi senti? Apri bene le orecchie.
Fai di te stesso quel che preferisci: avrai comunque il mio completo e assoluto amore.
(Jane Eyre inspiration)

Non mi lasciare da sola su questo caxxo di piedistallo, smettila di mettermi una spanna più su delle altre.
Quassù tira vento.
Non ci provare, che ti do schiaffi sulle mani, a mettermi più in basso. Ci dev'essere una via di mezzo.
Io a tratti sono banale, e non so cucinare la parmigiana come tua madre, stai tranquillo.
E non mi dire che non sono di "facile gestione", mica sarò un programma office o un fondo risparmio?
E non mi dire: "sei di difficile collocazione", con l'aria sperduta di uno che si chiede "e adesso questa dove la metto?", mica sarò una credenza da sistemare in soggiorno? Un divano nuovo da posizionare?
Sarei una donna, te ne sei accorto?
Ci dev'essere una via di mezzo. Un detto zen dice "si procede fianco a fianco, non faccia a faccia".
Cerco ancora il tuo, di fianco, ti espongo il mio.
E non mi deludere, ok?
Li ho incrociati in centro: 3 froci, sì, tre checche! Ho innumerevoli amici e amiche omosessuali, bisessuali, o quel che gli pare a loro! Persone più o meno meravigliose, più o meno disponibili, assolutamente, banalmente N O R M A L I !
Si parla dimenticando entrambi che gusti ha l'altro, si condividono stati d'anino o si discetta su posizioni divergenti.
Ma questi erano proprio: FROCI! Ridicoli esseri che facevano sfoggio del loro pessimo gusto ostentando una manina nevrotica che si agitava mentre a tutta voce, in mezzo la strada, inveivano offendendo gli eterosessuali con epiteti irripetibili.
E allora avrei voluto ridergli in faccia, dir loro: "Ma quanto siete ridicoli con 'sta pelata che vi fa sentire tanto trendy, il percing, il ray ban e il tatoo, che ormai è pure fuori moda!".
Oppure avrei voluto attaccarli spiegando loro che chi vuole rispetto deve per primo rispettare, ma mi sono pure ritrovata a pensare che, a gentaglia simile, è inutile perfino tentare di dar spiegazioni, che tanto l'ignoranza prescinde dalle scelte sessuali.
Allora ho concluso che un epiteto offensivo come "frocio", così forte da farci sussultare e sgradevole perfino nel suono, che ci fa temporeggiare sempre un attimo prima di fonetizzarlo, ecco, un vocabolo così dovremmo cominciare ad attribuirlo a tutti gli individui volgari, sgradevoli, "tasci" e ignoranti, che siano bi-etero-omo... Ghettizzare elementi simili isolandoli e promuovendo un codice penale apposito.
... F R O C I...
Nella mia vita conto un milione di inizi. Un milione di volte mi sono illusa di ricominciare. Non ho contemplato fino in fondo qualcuno, qualcosa. Ognuno di loro mi sfugge di mano come fosse un palloncino colorato all'elio. Non ne ho avuto abbastanza cura? Per sbadataggine, leggerezza, infinito egoismo?, mi ritrovo a cercare un puntino sparso nel cielo. O sono io quel puntino?

Dedicato solo ai palermitani, ma solo perchè gli altri difficilmente sanno di cosa sto parlando.
Lungi da me ogni polemica, solo mera curiosità:
Ma secondo voi, Zoe il brasiliano alle percussioni dietro al carro della Santuzza, l'ha chiesto esplicitamente Lei medesima?