agenzia destini incrociati

Una donna da sola non basta a sedurre, lasciare, dimenticare, rimanere amica di un uomo chiamato "fidanzato"

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Nome: Zie Daniela e Teresa Niente cognome. Non abbiamo il coraggio di rivelarlo, voi l'avreste?

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giovedì, 31 maggio 2007

Rimorchiare

Arrivi dalle amiche e lo dici. Fondamentale farlo sapere: hai rimorchiato ieri sera. Parte l'interrogatorio. "E com'è?", "mah, mi piace", "alto, basso?", "boh, mi piace", "che fa?", "non l'ho capito bene, ci ho parlato per mezz'ora". Sospetti, mugugni, "è fidanzato?", "spero di no", ci manca poco e mi chiedono la dichiarazione dei redditi, stato di esistenza in vita e fedina penale. "Penso che mi piace", ripeto, già "penso", mica sono più tanto sicura. Levata di scudi "di questi tempi non si possono fare più investimenti". Investimenti?? Io non voglio mica quotarlo in borsa, al massimo lo invito a prendere l'aperitivo. L'ho conosciuto poco fa, ed è già partito il martellamento: "e quand'è che uscite insieme?" oppure "si è fatto più sentire l'amico tuo?". Quello non lo sa, ma è già sotto test di accertamento.
postato da: presidenta alle ore 11:26 | link | commenti (5)
categorie: vivendo
mercoledì, 30 maggio 2007

Piangere

Delle volte, lo confesso, ho fatto finta.

Ho pianto sensualmente, detergendomi il viso con il dorso della mano, ché, di solito, non si piange così, ma si fa molto più casino e si sbava il rossetto.

La lacrima di femmina, mette sempre molto in agitazione il maschio. Dobbiamo dirlo, è carica di significati, di differenze. Se i maschi piangono, quasi sempre, è perché gli sudano gli occhi, oppure sono incaxxati totali.

 

postato da: presidenta alle ore 10:56 | link | commenti (5)
categorie: outing
martedì, 29 maggio 2007

Bugiarda io

Però se stai zitto, se ne può riparlare...
postato da: presidenta alle ore 12:57 | link | commenti
categorie: tanto per dire

Bugiardo

Non me lo dire più "sei troppo per me", e "nonostante il tempo" goditi quest'occasione per rimanere in silenzio. Bugiardo. Perché io non sono troppo, non sono abbstanza, abbastanza da farti accantonare tutti i "nonostante".
postato da: presidenta alle ore 12:53 | link | commenti (3)
categorie: tanto per dire
lunedì, 28 maggio 2007

Matrimoni e danni collaterali

Cosa fare se il vostro ex fidanzato storico vi invita al suo matrimonio (con una donna che non siete voi, va da sé)? Ve lo dico io, ci andate. Anzi dentro di voi scatta una vocina diabolica che comincia a ripetere: “devi andare, devi andare, fatti strafiga, affitta una controfigura, ma porca miseria, devi andare!”. In primis gli compri un regalo, aprendo il portafogli con grandissssssima nonchalance. La gente si penserà che è un regalo come tutti gli altri, ma tu sai che lui sgranerà gli occhi. “Oh, ma non dovevi!” dirà (traduzione “’a matta, che cerchi di dimostrare?”, tu lo sai bene “che sono una donna con una sua solida indipendenza economica, porca miseria”). Se siete fortunate, qualcuno, tipo una cara amica, avvertirà il vostro stato di agitazione: “stai di fuori come un balconcino, non sarà mica perché quello si sposa (con una donna che non sei tu, va da sé)?”. Ma mica ci tenevi, ti dicono e tu: mai sentito parlare di amor proprio? Mai sentito parlare di raccogliere le sfide? La sfida, ti viene risposto, ce l’hai nel cervello. Regola numero uno “Non puoi andare al matrimonio di un tuo ex senza un cavaliere”. Lui ti ha detto “vieni con chi vuoi, porta un’amica”, AAAMICA? ‘sto cazzo, hai pensato tu, allora ti sei attaccata al telefono e hai fatto il giro dei papabili, hai rimediato un ex collega carino e simpatico che ha opposto una debole resistenza, osservando: “ma non ho un vestito adatto” a quel punto tu sei scattata come la bimba dell’Esorcista “TE LO COMPRO IO PORCA MISERIA, BASTA CHE VIENI!”. Il giorno incriminato, che ve lo dico a fare, arrivi alla cerimonia con l’amico al seguito che soffre come un cane per la cravatta, apparecchiata come la madonna di Loreto in processione. Con tutti che dicono “oh, ma vedi chi c’è, oh, ma chi se lo immaginava di vederti qui!”. Dopo dieci minuti, quando le scarpe coi tacchi iniziano a farti male, il prete comincia la liturgia, ti si accende una lampadina nella testa (tipo quelle in cui deve mettere la moneta, sotto l’effige dei santi) e l’amico ti dice : ma se ce ne andassimo a fare il bagno a mare?”, tu dici “non ho il costume” e lui “se è per questo manco io”. Quel giorno ha piovuto, e io ho camminato sulla riva del mare con le scarpe in mano. A un certo punto, abbiamo pure giocato a pallone. Mi è pure arrivato un sms, diceva: “com’è che non sei più venuta al rinfresco?”.
postato da: presidenta alle ore 15:33 | link | commenti (4)
categorie: irragionevolmente
giovedì, 24 maggio 2007

Istruzioni per rendersi felici (1)

Ce la fai a dimenticare tutto quello che ti è già successo? Bene o male, non importa. Fai finta che non ci sia mai stato. Chiudi gli occhi, prova a immaginare di essere nato adesso. Sì, adesso. Sei al mondo per la prima volta: dimmi, di cosa hai bisogno veramente?
postato da: presidenta alle ore 14:30 | link | commenti (1)
categorie: outing
mercoledì, 23 maggio 2007

Quel che dice Irene

Bruci la città
e crolli il grattacielo
rimani tu da solo
nudo sul mio letto.

Bruci la città
o viva nel terrore
nel giro di due ore
svanisca tutto quanto
svanica tutto il resto.

E tutti quei ragazzi come te
non hanno niente come te
io non posso che ammirare
non posso non gridare

che ti stringo sul mio cuore
per proteggerti dal male
che vorrei poter cullare
il tuo dolore il tuo dolore.

Muoia sotto un tram
più o meno tutto il mondo
esplodano le stelle
esploda tutto questo.

Muoia quello che è altro
da noi due almeno per un poco
almeno per errore.

E tutti quei ragazzi come te
non hanno niente come te
io vorrei darmi da fare
forse essere migliore

farti scudo col mio cuore
da catastrofi e paure
io non ho niente da fare
questo e quello che so fare

Io non posso che adorare
non posso che leccare
questo tuo profondo amore
questo tuo profondo
non posso che adorare
questo tuo profondo ...

(Irene Grandi e Francesco Bianconi)

 

postato da: presidenta alle ore 12:20 | link | commenti (1)
categorie: tanto per dire
lunedì, 21 maggio 2007

Non sono un'eroina

Leone codardo: C'è una sola cosa che vorrei voi facesse.

Uomo di latta e Spaventapasseri: Che cosa?

Leone codardo: Dissuadetemi!

Non sono un'eroina. Nemmeno una vigliacca, ma un'eroina no, ne sono sicura. Sono il leone codardo del Mago di Oz.

postato da: presidenta alle ore 17:11 | link | commenti (1)
categorie: outing

Oggetti smarriti

   Ad un certo punto... sa' da fa'!

   Elencare tutti gli oggetti smarriti durante il corso della nostra vita a cui spesso la nostra mente si rivolge spesso con profondo rammarico: quell'anellino con le stelline della prima comunione caduto inesorabilmente nello scarico del lavandino, o quel foulard firmato cacciato maldestramente in una tasca e mai più ritrovato, e che dire di quel meraviglioso maglione jaquard lavorato a mano dalla vostra mamma donato in un momento di debolezza ad un amico che non era un amico?

   Allo stesso modo fare l'appello virtuale di tutte le persone che ci sono state care, che non possiamo fare a meno di ricordare con nostalgìa e che comunque ci siamo perse, per i motivi più disparati: leggerezza, tradimento, poco tempo disponibile...

   Ad un certo punto si tirano le somme, si sdogana questo bagaglio che ci grava la memoria, che inficia i gesti e condiziona ogni nostro comportamento futuro, e finalmente

                      SI VA AVANTI LEGGERI!

postato da: presidenta alle ore 15:10 | link | commenti
categorie: vivendo
giovedì, 17 maggio 2007

   Non siate eccessivamente prodighi nei miei confronti, detesto sentirmi in colpa..., in dovere di restituire favori, attenzioni.

   Sto scoprendo il prezioso privilegio del "chiedere", senza sentirsi soffocare dal "ricevere", perfino ciò di cui non si ha bisogno.

   La mia esile struttura fisica ha sempre indotto gli altri ad assumere nei miei confronti un atteggiamento iperprotettivo, dai tempi in cui mia madre non mi mollava se non avevo finito tutta la pappa, sono stata quella a cui rivolgere un'ulteriore insistenza affinchè "finisse tutto", si coprisse di più, dimenticando esigenze meno evidenti e più profonde.

   Ce ne ho messo di tempo prima di capire che dovevo smetterla di sentirmi in debito con chi mi dava ciò che non chiedevo, e che necessitava chiedere ciò che invece non mi veniva nemmeno riconosciuta come legittima esigenza.

   Ecco, l'ho capito. Offro questa tardiva rivelazione ad uso e consumo di chi offre e di chi chiede.

postato da: presidenta alle ore 18:12 | link | commenti (3)
categorie: outing
mercoledì, 16 maggio 2007

Ti lascio da solo

Io giro i tacchi e me ne vado,

non faccio la sponda,

e in un istante mi libero

dalla sensazione di essere inabile

a renderti felice:

tenta l’impresa

in solitaria e onestamente,

senza chiamare testimoni all’insuccesso.

Io, da par mio, giro i tacchi e me ne vado,

tu, invece,

non puoi andare da nessuna parte.

Io attraverso la porta e tu resti al palo

In tua compagnia,

a darti manforte,

nella peggiore delle ipotesi

cercherai per tutta una vita

di pareggiare conti che non tornano mai

fra dare e avere,

avere e dare,

bisogno d’umiliare e farti umiliare,

potrei non dirtelo,

e lasciarti correre, prigioniero,

un criceto in una gabbia,

ma già sogno,

sulla tua faccia,

il sorriso incerto di chi è stato colto in fallo.

Dì un po’:

in fondo che m’importa

saperti perfettamente solo con te stesso?

Affannato a difendere punti deboli alla portata di chiunque?

Che vantaggio ne traggo intanto che giro i tacchi e me ne vado?

Se non sperare di regalarti un pezzetto di libertà?

postato da: presidenta alle ore 10:34 | link | commenti
categorie: irragionevolmente
sabato, 12 maggio 2007

Complici infiniti

Nonostante il tempo, le fughe e i ritorni, abbiamo intessuto fili invisibili: e con certi uomini basta un niente. Uno spiraglio consente il rientro negli antichi meandri, rispolvera abitudini e idee condivise. Uno sguardo d'intesa, ed ecco ristabilire vecchi codici e, malgrado tutto, farci sentire infinitamente complici.

postato da: presidenta alle ore 17:20 | link | commenti
categorie: tanto per dire
mercoledì, 09 maggio 2007

Votantonio

   Scusatemi, prima che chiuda la campagna elettorale, non posso esimermi dal dire la mia: è più forte di me.

   No no... Tranquilli! Non mi lancerò in una disanima a favore di questo o quel personaggio, volevo soltanto ringraziare ufficialmente mio marito per aver espresso manifestamente fiducia in me, o meglio: nelle mie capacità di comunicazione, incitandomi a candidarmi.

   Le scuse da me addotte al mio netto rifiuto sono state ferree: "Scherzi? Ma se non ne capisco niente!!! Ma non ci penso nemmeno!". Niente, le sue insistenze si avvaloravano di un'argomentazione da me sicuramente (e, lo ammetto, presuntuosamente) condivisa: visto l'esercito di cani e porci che quest'anno ha marciato alla conquista di un voto, io al confronto di molti di loro avrei avuto qualche chance in più ("se non altro avrei un valido motivo per approvvigionarmi di tailleurs e nuove mise da Max Mara", rimurginavo tra me e me le rare volte che accondiscendevo ad accarezzare l'idea).

   Alfine anche il mio consorte si è arreso dinanzi allo spauracchio che la frustrazione per una sconfitta avrebbe comportato un duro colpo all'economia familiare che, a quel punto, avrebbe dovuto supportare la mia inevitabile depressione con delle lunghe e costose sedute dall'analista.

   E invece, ora che il pericolo è scampato, ve lo dico in un orecchio cosa mi lasciava più perplessa di questa improbabile esperienza: l'idea che ineluttabilmente le mie foto, per cui, conoscendomi, avrei speso ingenti capitali per parrucchiere, estetista, fotografo, lookkologo e stronzate varie, sarebbero finite tutte nella spazzatura con la cacca del gatto, i pannolini sporchi del pupo o, nella migliore delle ipotesi, le bucce di cipolla.

postato da: presidenta alle ore 16:00 | link | commenti (3)
categorie: vivendo

Può Gabibbo incutere più timore di una divisa?

   Un tempo tra i bambini, quando litigavano tra di loro, prima o poi spuntava quello più debole che, per non soccombere, giocava un'ultima carta rivendicando un ingenuo: "Mio padre è Carabiniere!... Glielo dico a mio zio Poliziotto!"... quanto orgoglio in quelle frasi infantili e un po' presuntuose.

   Mi tornavano in mente oggi: lo scenario un ufficio pubblico intasato, la fila interminabile degli utenti, la loro attesa snervante tradotta in aggressività verbale ,  e l'immancabile voce che si alza dal fondo: "Lo mando a Striscia!".

   Da "Mi manda Lubrano"  a "Striscia la notizia", passando per "Le iene", le "Autorità Istituzionali" hanno ormai lasciato il posto al timore per il Gabibbo, tanto simpatico quanto incorruttibile pupazzo: NON PERDONA! Ma perfino Capitan Ventosa suscita più timor sacro di una divisa, ormai!

   Triste realtà, di cui le suddette Istituzioni dovrebbero prendere atto per porre rimedio al degrado morale che su di loro incombe.

   Essendo stata fin da bambina un'irriducibile anarchica, intollerante di qualsiasi regola e ribelle per partito preso (mio padre mi chiamava: "a za' Betta cuntrariusa" per il mio essere sempre e comunque "contro"!), provo quasi rammarico nel constatare che, non avendo più autorità da delegittimare, non posso nemmeno togliermi lo sfizio di dissociarmi, anche perchè lo spirito goliardico con cui questi nuovi "organi" affrontano gli argomenti ti fa perfino scordare che ti sta bacchettando, perchè intanto ti fa ridere.

   Questo è mooolto pericoloso. 

postato da: presidenta alle ore 15:34 | link | commenti
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Chi mi credo di essere

Lo diceva il Che: vorrei esser dura, senza perdere la tenerezza.
Comprensiva, senza mettermi da parte.
Sarcastica, senza pungere troppo.
Educata, senza mortificarmi.
Distante, eppure presente.

Dedita, senza dimenticare me stessa.

Precisa, senza essere pedante.
Affettuosa e un minimo severa.
Disciplinata, ma senza esasperare.
C'è, dentro di me,
un essere che si accorda sempre a un "senza essere".

postato da: presidenta alle ore 10:24 | link | commenti
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