agenzia destini incrociati

Una donna da sola non basta a sedurre, lasciare, dimenticare, rimanere amica di un uomo chiamato "fidanzato"

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Nome: Zie Daniela e Teresa Niente cognome. Non abbiamo il coraggio di rivelarlo, voi l'avreste?

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martedì, 27 febbraio 2007

IL TEST

   Volete capire se il vostro lui vi ama veramente? Bene, potrete averne assoluta certezza solo quando vi avrà raccontato  di essere arrivato in ritardo al suo più importante appuntamento di lavoro per essersi fermato ad ascoltare l'oroscopo:

    e... lo avrà imparato da voi!!!

postato da: presidenta alle ore 21:01 | link | commenti (1)
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domenica, 25 febbraio 2007

Lussi

ovvero:

DEL DELIRIO

Tanti sono i lussi che possiamo concederci, al di là delle nostre possibilità economiche:

 L'incoerenza per esempio, o quella che altrimenti viene definità la possibilità di recesso! Se vi viene riconosciuta la possibilità di recedere da un contratto, CHI dovrebbe arrogarsi il diritto di rimproverare la vostra incoerenza?

L'incoerenza, questo concetto il cui approccio mentale è di matrice negativa, deve quindi rivendicare una sua dignità, oltre che utilità. 

 Ne consegue  poi il momento del tradimento.

Il tradimento di un ideale. Il tradimento di un amico. Il tradimento di un amore... il linciaggio morale è inevitabile al solo esprimerne l'intenzione, ma chi medita di tradire un ideale è già stato tradito dall'ideale stesso, e quindi tende ad allontanersene. Chi sta tradendo un amico non si sente già più amico di quell'amico, e dunque tradirebbe sè stesso nel privarsi di una nuova posizione. ed infine, che tradisce un amore, è stato sicuramente ed abbondantemente deluso da quell'amore.

La massima espressione della coerenza si rivela quindi, paradossalmente, l'incoerenza stessa: è nell'attuazione coraggiosa dell'incoerenza infatti che si concretizza il meglio del nostro processo di crescita. Osiamo le smentite, esercitiamo il potere del tradimento, per scrollarci ogni briciola di stantia coerenza, per allargare l'orizzonte delle nostre vedute.

AMEN

postato da: presidenta alle ore 18:42 | link | commenti (4)
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venerdì, 23 febbraio 2007

La regola numero dieci

È quella del "io no, non sono come lui". Quella che ti fa, fermamente, credere "io faccio quello che vorrei facesse lui con me, sono comprensiva". Sei sicura? Sicurissima?

postato da: presidenta alle ore 10:47 | link | commenti (1)
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mercoledì, 21 febbraio 2007

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi ?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole ?
uno “scusi” nella ressa ?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta ?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra ?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia ?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
Subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska (copiata e incollata da www.carvelli.it)

postato da: presidenta alle ore 11:54 | link | commenti
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lunedì, 19 febbraio 2007

La regola numero nove

Non ci sono regole che funzionano. Manco una. Quando uscite da casa mantenete i nervi saldi e incrociate le dita, pure quelle dei piedi. Che se le sapevamo 'ste regole giuste le mettevamo nel blog? Così, alla mercé di tutti? Con tutta la concorrenza spaventosa che c'è? Ce le tenevamo per noi, altroché.

postato da: presidenta alle ore 15:57 | link | commenti (1)
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sabato, 17 febbraio 2007

Rimpianti

Abbiamo gioito tutte le volte che ci hanno riconosciuto la nostra intelligenza, il nostro spiccato acume, ma c'è sempre stato un momento in cui la nostra millantata intelligenza ci si è ritorta contro! Tutte le volte che frasi come :"Tu che sei intelligente capisci", "Tu sei troppo intelligente per non capire." allora, in quei momenti, avremmo tanto ma tanto voluto essere delle emerite cretine che non capiscono un'emerita... una di quelle bamboline da proteggere dalle asprezze del mondo.

Diffidate dunque da chi adula il vostro cervello e, se è il caso, concedetevi di tanto in tanto una botta di immaturità, una sortita di capricci infantili, un picco di isterismo che induca chi vi sta di fronte a temere questi, rari sì, ma improvvisi momenti di "debolezza" e si attrezzi dunque ad evitarli per tempo...

postato da: presidenta alle ore 17:57 | link | commenti
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giovedì, 15 febbraio 2007

La regola numero otto

Ce la suggerisce Mina, sì, lei, la cantante, dalla posta di Vanity Fair. Dopo il vuoto, il nulla, il sacrificio, prima di lanciarsi di nuovo nella vita "Devi calmare il tuo bisogno di risarcimento immediato". Perché immediato, diciamocelo, non sarà. "Riaffacciati piano. Prima sbircia da uno spioncino, poi da una finestra e finalmente riapri il portone".

postato da: presidenta alle ore 15:41 | link | commenti
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Spizzichi di felicità

Ricordare lo spezzone di un film, battuta dopo battuta, insieme a "qualcuno".

Trovare "qualcuno" che non trovi ridicolo il tuo incedere insicuro sui tacchi.

Andare al supermercato e prendere qualcosa che piace a "qualcuno" che non sei tu.

Sapere che c'è "qualcuno" che trova del positivo nella tua alimentazione.

"Qualcuno" che ti aiuterà ad appendere i quadri dritti.

Avere "qualcuno" che ti ricordi le scadenze.

Incontrare "qualcuno" che non si meravigli troppo davanti alla tua fragilità.

Arrendersi all'eventualità che nella vita non è poi così male avere a che fare con "qualcuno".

postato da: presidenta alle ore 14:40 | link | commenti (3)
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martedì, 13 febbraio 2007

una volta erano le gattare.

Io ho un gatto: Stigghiola, Stigghi per gli amici, altrimenti detto Palla Di Pelo. Bice ne ha tre: Polpetta, Panella e Cazzilla (giusto per restare in tema) , che per decoro chiama Camilla in presenza di estranei.

Prima c'erano le "gattare", erano di solito figure tristi, sole, bislacche. Adesso invece, ovunque ti giri, condividi la passione per un animaletto, ultimamente, si sa, vanno di moda i conigli. Te li spacciano per nani ma crescono a dismisura e ti fanno sentire Alice nel paese delle meraviglie in cerca del suo biscotto magico, che ridimensioni il coniglio o faccia crescere te.

Stigghi è un bellissimo bastardo aggressivo e prepotente. Ma mi ascolta, mi comprende, reagisce, interagisce, mi chiede i croccantini, mi sveglia la mattina, risponde perfino! Sua deve essere l'ultima parola, pardon, l'ultimo miagolio. E mi segue come un'ombra.

Facile confrontarsi con altri "padroni" di simili tiranni, in realtà anche loro felicemente schiavizzati dai cari quadrupedi, raccontarsi senza pudore che quest'anno, sotto l'albero, c'era una strenna anche per loro.

Cane, gatto, coniglio o qualsiasi cosa ci restituisca un gesto, un'emozione non è che la concretizzazione della nostra solitudine. Viviamo rincorsi dal tempo, qualità della vita zero, socialmente affermati ma con i rapporti umani ridotii ad una mail, un sms, al massimo una telefonata, bisognosi di un contatto reale, che trascenda dal virtuale, siamo grati perfino al graffio di Stigghi pur di sentire qualcosa di VERO.

postato da: presidenta alle ore 21:45 | link | commenti
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Regali immancabili

Se incontrate Cupido regalategli un paio di braghette,

ancora, all'età sua, ad andarsene in giro col sedere scoperto...

postato da: presidenta alle ore 10:38 | link | commenti
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lunedì, 12 febbraio 2007

Non ho voglia di ironia e sarcasmo oggi. Sara se ne sta andando. Immagino che, non conoscendola, a pochi interesserà, ma può far riflettere: Sara, poco più di 50'anni portati splendidamente, un sorriso solare, sereno e rasserenante, cresciuta sui monti in un paesino di meno di tremila anime, ma  ha conosciuto la città, il modo di vivere del nord e con la sua intelligenza ne ha tratto l'apertura mentale, rivisitandola per trasmettere ai suoi figli, due dei quali ancora minorenni, il valore delle tradizioni rivolte comunque al futuro.

Sara stava recuperando l'antica e  preziosa arte del ricamo per arricchire il patrimonio culturale e artistico di quel piccolo mondo in cui aveva deciso di vivere, sorridendo, senza mai recriminare, come tanti, sul provincialismo che inevitabilmente vige nei piccoli centri.

Quando arrivavo nella mia casetta in montagna, posato il borsone, la chiamavo dal balcone di casa mia per chiederle un caffè, in realtà le chiedevo una boccata d'ossigeno, di quella limpidezza che si respirava intorno a lei. Mi aveva promesso che mi avrebbe insegnato a ricamare, poi un giorno le ho visto il telaio appoggiato al muro: non aveva più nemmeno la forza di prenderlo.

Guardo il libro che, da mesi, giace sul mio comodino in attesa di essere letto: c'è sempre una rivista da fagocitare prima che le sue news risultino sorpassate, obsolete. Più in là un paio di films in dvd sortiscono la stessa sorte, anch'essi surclassati da uno spasmodico zapping che mi terrà aggiornata... e la vita scorre, retorica immagine, come sabbia tra le dita. Non ho trovato il tempo di fermarmi ad imparare il ricamo dalle abili mani di Sara, e ora non ci sarà più nessuna Sara disposta ad insegnarmelo. Forse dovrei fermarmi a leggere quel libro, a guardare quei film, soprattutto... a trascorrere maggior tempo con coloro che amo, ma che lascio sempre in lista d'attesa, a favore...di che?

Penso a Sara: dovevo trovarmela davanti col foulard a coprire le devastanti conseguenze di una chemio per sentirmi idiota nel non trovare cosa dirle, per capire che, ad un certo punto, non c'è più tempo nemmeno per un punto al telaio... nè tantomeno per un sorriso.

postato da: presidenta alle ore 21:48 | link | commenti (2)
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La regola numero sette

Non dire mai a una ragazza che è grassa, ingrassata, o florida. Mai, proprio mai. Ve lo dovete proprio sognare...

postato da: presidenta alle ore 17:09 | link | commenti
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venerdì, 09 febbraio 2007

La malasanità

Eccoci qui, al venerdì sera, completamente ipnotizzate dal claudicante dr. House, sicuramente meglio di un aitante calciatore, con quel caratteraccio graffiante che azzanna il mondo!

E poi è la volta di Grey's anatomy, con tutti quegli esemplari umani fascinosi e perfetti, chic ed eleganti.

...Circolano tutti in caldi corridoi tersi e lindi travestiti da ospedali, in cui le corsie ammiccano a un cinque stelle, vestiti come pronti per andare ad un party: e certo che ci lamentiamo della malasanità!!! Fossero così, i nostri ospedali, accuserei un malanno a settimana pur di farci una capatina, nella speranza di un provvidenziale ricovero!

postato da: presidenta alle ore 20:45 | link | commenti
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La regola numero sei

Le donne tendono a confondere l'amore con l'amor proprio. Non sono la stessa cosa, l'amor proprio è un sentimento verso se stesse, l'amore è verso l'altro. Un esempio pratico?, se state fuori di cotenna perché il vostro lui ritarda all'appuntamento è amor proprio. Se state preoccupate, per il ritardo, è amore. Se vi apprestate a fare una scenata chiedetevelo: è il mio amor proprio ferito, o è il mio amor che mi ferisce?

 

postato da: presidenta alle ore 11:55 | link | commenti (2)
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giovedì, 08 febbraio 2007

Favolosa ad alto budget

E' l'esatto contrario di chi riesce a vestirsi da strafiga spendendo poco.

Lo è chi, pur vivendo di ordinario stipendio, sfoggia griffes e marchi che sennò non "si sente a posto". Vivere ad alto budget è una filosofia di vita: si perlustrano i negozi a inizio di stagione battendoli a tappeto prima di sbilanciarsi in un acquisto. Durante il tour ci si approvvigiona di riviste e depliants per approfondire la cultura sulle news stagionali comodamente spalmate sul divano di casa. Dopo aver puntato un capo per ogni tipologia (una gonna, un pantalonte, una t-shirt..., una scarpa, no, di quelle meglio due...) si procede quindi all'acquisto. Ma questa è solo la prima fase di una delicata sequenza che, se abilmente composta, ci farà apparire delle vere dive. A questo punto si consiglia un secondo giro per annotare i capi da arraffare al primo giorno di saldi: se sarete affascinanti con le commesse, via via che acquisirete esperienza e conoscenza, riuscirete anche a farveli "nascondere" dalle stesse per esser certe che li ritroverete. Vedrete, frequentare certi negozi ed essere trattata da "cliente" fa sentire tremendamente "ricca"! E' come il vecchio gioco delle bambine che fanno le signore, quindi provvedete a convincervi che ricche lo siete davvero interrompendo il vostro giro di shopping con una tazza di the fumante consumato in un lussuoso locale.

Si consiglia l'acquisto di capi classici da ravvivare con accessori etnici o vivaci, perchè quel meraviglioso cappotto immatricolato 4 anni fa non rischi di farvi apparire passate com un barattolo di sugo. E... rassegnatevi, quando avrete imparato come si fa, non sarete felici se spenderete meno di 300,00 euri per un golf. Attente a non cadere nell'errore di rivelare il prezzo appena vi dicono :"che bello!" (io, confesso, ci casco sempre!), fa molto parvenue e, dicono non sia molto elegante, anche se, ammettiamolo, dà la sua sporca soddisfazione. Infondo si tratta di concentrare abilmente il medesimo budget per una minore quantità di capi ma... che appaiano irraggiungibili ai più.

postato da: presidenta alle ore 19:27 | link | commenti
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